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Dieta vegana e vegetariana nel cane e nel gatto: analisi tecnica e rischi fisiologici

  • damianomerlini
  • 15 set 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 21 gen

La gestione nutrizionale degli animali da compagnia si scontra oggi con scelte etiche umane che spesso entrano in conflitto con la biologia evolutiva delle specie. Come professionista, il mio compito è analizzare la sostenibilità di tali regimi alimentari basandomi esclusivamente sulla fisiologia e sulla biodisponibilità dei nutrienti.

Alimentare un predatore con una dieta priva di proteine animali non è solo una scelta etica, ma un intervento che modifica radicalmente il metabolismo del soggetto, esponendolo a rischi clinici documentati.

Il Gatto: Il limite invalicabile del Carnivoro Obbligato

Per il gatto, la dieta vegana o vegetariana non è tecnicamente sostenibile senza compromettere l'omeostasi dell'organismo. Il gatto è un carnivoro obbligato: il suo intero apparato enzimatico e metabolico è strutturato per elaborare tessuti animali.

A differenza di altre specie, il gatto presenta carenze metaboliche funzionali che gli impediscono di sintetizzare autonomamente nutrienti vitali presenti solo nel regno animale:

  • Taurina: Aminoacido essenziale la cui carenza porta a cardiomiopatia dilatativa e degenerazione retinica (cecità).

  • Vitamina A (Retinolo): Il gatto non possiede l'enzima per convertire il beta-carotene vegetale in vitamina A attiva.

  • Acido Arachidonico: Acido grasso essenziale di origine animale, fondamentale per la risposta infiammatoria e la salute cutanea.

  • Arginina: Anche un solo pasto privo di arginina può causare iperammoniemia grave nel gatto.

Il Cane: Carnivoro facoltativo e i rischi del "fai da te"

Il cane è classificato come carnivoro facoltativo (o opportunista). Grazie alla co-evoluzione con l'uomo, ha sviluppato una maggiore capacità di digerire gli amidi, ma la sua fisiologia rimane orientata al consumo di proteine e grassi animali.

Sebbene esistano formulazioni commerciali vegane estremamente complesse, la gestione di una dieta casalinga priva di carne espone il cane a squilibri critici di:

  • Vitamina B12 (Cobalamina): Fondamentale per il sistema nervoso e la formazione dei globuli rossi.

  • Carnitina e Taurina: La carenza di questi nutrienti è direttamente collegata all'insorgenza di patologie cardiache in alcune razze.

  • Zinco e Ferro: La biodisponibilità di questi minerali nelle fonti vegetali è drasticamente inferiore rispetto alle fonti animali.

  • Alterazione del pH Urinario: Una dieta vegetale tende ad alcalinizzare le urine, aumentando esponenzialmente il rischio di urolitiasi (calcoli) e infezioni del tratto urinario.

La responsabilità tecnica nella nutrizione

Nel protocollo Zampa Naturale, il rispetto dell'etofisiologia è il primo parametro di valutazione. La salute del pet deve prevalere sulle convinzioni ideologiche del proprietario: garantire un apporto proteico nobile e biodisponibile è un atto di responsabilità verso la natura dell'animale. Qualsiasi variazione del regime alimentare, specialmente se restrittiva, richiede la formulazione da parte di un Medico Veterinario Nutrizionista. Il mio ruolo, come tecnico, è monitorare la corretta attuazione del piano e rilevare tempestivamente segnali di squilibrio nutrizionale.

Nota Professionale: Non esistono dati scientifici certi a lungo termine che confermino la sicurezza di una dieta priva di proteine animali per specie nate per cacciare. La biologia non segue le mode, ma le leggi della biochimica.




 
 
 

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