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Gestione del paziente canino complesso e sicurezza del team
 

Il burnout del personale tecnico e molti infortuni in clinica nascono quasi sempre dallo stesso punto cieco: l’imprevedibilità del paziente.
Brachicefali, cani anziani, soggetti obesi o ad alta reattività vengono spesso gestiti “a esperienza”, senza una base biomeccanica condivisa. Questo espone i tecnici a sforzi fisici inutili, posture di rischio e morsi che arrivano senza preavviso.
 

Un protocollo di nursing per la degenza
 

Quando la degenza viene lasciata alle abitudini dei singoli, ogni turno ricomincia da zero.
Negli anni ho raccolto la parte di gestione non strettamente medica – ambiente, postura di riposo, qualità del sonno, termoregolazione, mobilizzazione e passaggio casa–clinica – in un protocollo di nursing e gestione neurofisiologica del ricovero.

È un insieme di procedure operative che riguardano la qualità del sonno, la postura di riposo, l’audit acustico e luminoso, il supporto termico, la micro‑mobilizzazione e il follow‑up domiciliare, pensate perché il tecnico sappia cosa osservare, cosa registrare e quali leve usare per ridurre lo stress di base del paziente e stabilizzarlo prima ancora dell’atto medico.
 

Linee guida pratiche per i pazienti complessi
 

Un brachicefalo, un cane toy, un condrodistrofico o un gigante non “pesano” allo stesso modo sul sistema nervoso e sull’apparato muscolo‑scheletrico.

Il lavoro che faccio è tradurre queste differenze in indicazioni pratiche di movimentazione, contenimento e postura: come far entrare il cane in box, come sollevarlo senza comprimere il respiro, dove appoggiare il peso, quali posizioni la sua colonna può reggere e quali no.
L’obiettivo è semplice: ridurre al minimo la reattività difensiva e il rischio di incidenti durante le manovre, evitando di chiedere al tecnico di “arrangiarsi” ogni volta da zero.
 

Il ruolo dei tecnici veterinari 
 

Dentro questo quadro il tecnico non è più solo un supporto fisico.
Diventa la figura che legge postura, respiro e qualità del riposo, applica il protocollo di nursing per ricalibrare il sistema neurovegetativo del paziente e traduce tutto in dati che aiutano il medico a decidere: quando adattare l’ambiente, quando rivedere la terapia, quando insistere e quando fermarsi.

Dal ricovero alla dimissione, fino alle indicazioni da lasciare a casa, la gestione del paziente complesso smette di essere una serie di emergenze e diventa un processo tecnico che protegge sia l’animale sia il team.
 

Contatti

Se ti riconosci in queste situazioni e vuoi capire se ha senso lavorare su questo pezzo nel tuo reparto, possiamo parlarne una volta sola in modo tecnico, sui casi che vedi tutti i giorni.
Il mio lavoro non è applicare pacchetti standard, ma usare protocolli già strutturati per costruire insieme un modo di lavorare che tenga conto dei vostri pazienti, del vostro team e dei vostri vincoli di tempo.

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