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Co-contrazione: quando il cane diventa una statua pronta a esplodere
 

Ti è mai capitato di toccare un cane e avere la sensazione di poggiare la mano su un pezzo di marmo o su un tronco di legno? Non è muscolatura allenata: è co-contrazione.
 

Si verifica quando i muscoli agonisti e antagonisti si attivano contemporaneamente, annullando il movimento e bloccando le articolazioni. Il cane non è rilassato e non è nemmeno "bravo" perché sta fermo: è un sistema in equilibrio precario che sta contenendo un’enorme quantità di energia potenziale.

A livello neurofisiologico, la co-contrazione è un segnale di conflitto altissimo. Il cane vorrebbe reagire (fuga o attacco) ma si impone di restare fermo, oppure è così sovraccarico di stimoli che il suo sistema motorio va in corto circuito. È come premere contemporaneamente acceleratore e freno in un’auto: il motore urla, ma le ruote non girano.

Il pericolo della co-contrazione è l’esplosione. Quando il cane decide di "mollare i freni", la reazione è fulminea, potente e spesso fuori controllo, proprio perché parte da una base di tensione muscolare già massimale. Non c’è tempo di reazione per l’operatore perché non c’è stato un movimento preparatorio: l’azione scatta dal nulla.

Lo riconosci subito al tatto: le articolazioni sono rigide, i muscoli sono duri e non c’è quel micro-molleggio naturale che ogni corpo vivente possiede. Spesso si accompagna a una respirazione superficiale o a un leggero tremore dato dallo sforzo di mantenere quella tensione.
 

Invece di procedere con la manipolazione, bisogna "rompere il blocco". A volte basta un leggero spostamento laterale del cane per costringerlo a muovere una zampa e quindi a decontrarre i muscoli. Si può provare a distogliere l’attenzione con uno stimolo olfattivo o verbale calmo, ma la regola d’oro è non forzare mai contro quella rigidità. Se provi a piegare un arto in co-contrazione, non stai facendo fisioterapia o contenimento: stai solo caricando la molla che ti colpirà.
 

Capire la differenza tra un cane fermo e un cane in co-contrazione è ciò che distingue un professionista della manipolazione da chi lavora sperando nella fortuna.

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