Protocolli operativi per professionisti Pet
Cane cardiopatico in toelettatura: gestione tecnica del rischio
Adattare tempi, postura e ambiente quando il cuore ha margini ridotti, usando una logica di nursing operativo applicata al contesto del salone.
Il cane cardiopatico in toelettatura non è “solo un paziente delicato”, ma un soggetto con margine fisiologico ridotto, che tollera poco gli errori di organizzazione, di postura e di gestione dei tempi di lavoro. In queste condizioni, il toelettatore non può limitarsi a “fare più piano”, ma ha bisogno di criteri oggettivi per riconoscere i segnali di affaticamento, modulare la seduta e decidere quando fermarsi o rinviare alla clinica veterinaria.
Questo testo propone una lettura del cane cardiopatico in chiave di nursing operativo, traducendo nel contesto del salone alcune logiche già consolidate in ambito clinico: preparazione dell’ambiente, scelta delle fasi a maggiore carico sul sistema cardiocircolatorio, gestione di bagno e phon, fino ai criteri pratici di stop e alle situazioni in cui è più prudente non procedere.
Valutazione prima della seduta
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Identificare se il cane è cardiopatico noto chiedendo se segue terapia cardiologica, se assume farmaci diuretici, ACE-inibitori o pimobendan, e se è seguito da un cardiologo veterinario, annotando sempre nome del farmaco e orario dell’ultima somministrazione.​
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Chiedere al proprietario se il cane si affatica facilmente (in passeggiata, salendo le scale, giocando), se tossisce a riposo o di notte, se ha avuto svenimenti o collassi negli ultimi mesi, registrando questi elementi come indicatori di ridotta riserva funzionale.
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Osservare all’ingresso frequenza respiratoria, modalità di respiro (bocca aperta, uso marcato dei muscoli addominali), tolleranza alla posizione in stazione e alla manipolazione di base, rimandando la seduta o proponendo una pausa clinica se già in accoglienza compare dispnea, tosse intensa o evidente intolleranza allo sforzo minimo.
Organizzazione di ambiente e tempi
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Ridurre al minimo gli spostamenti interni: predisporre il materiale vicino al tavolo, evitare salite e discese ripetute, utilizzare rampe o sollevatori quando possibile per limitare gli sforzi brevi ma intensi.​​
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Lavorare in ambiente termicamente neutro, evitando caldo eccessivo, phon troppo caldo o getti diretti e prolungati sul torace, perché aumentano il carico cardiocircolatorio e il consumo di ossigeno.​​
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Strutturare la seduta in blocchi brevi, intervallati da micro-pause a cane in posizione confortevole, monitorando respiro e atteggiamento e accorciando il lavoro se il recupero dopo ogni fase richiede più tempo del previsto.​​
Gestione di bagno, phon e taglio
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Preferire un ingresso delicato in vasca (rampe, sostegni, tappetini antiscivolo), limitando il tempo in stazione ferma e usando acqua tiepida, non calda, per evitare vasodilatazione marcata e aumento del carico cardiaco.​​
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Usare il phon a temperatura moderata, a distanza maggiore e con getto non fisso sul torace, lavorando a ventaglio e per tempi brevi, con pause per consentire il recupero respiratorio e termico del cane.​​
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Nelle fasi di taglio, evitare posture costrette e prolungate (alzata degli arti anteriori mantenuta, flessione marcata del collo), alternando i lati e consentendo al cane di sedersi quando possibile, soprattutto se mostra respiro più rapido o ricerca spontanea di appoggio.​​
Criteri di stop e invio in clinica
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Interrompere la seduta se compaiono respiro molto accelerato a riposo sul tavolo, uso evidente dei muscoli addominali per respirare, tosse ripetuta che non si risolve con una breve pausa, o se il cane diventa improvvisamente apatico o disorientato rispetto all’inizio del lavoro.​​
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Non riprogrammare la toelettatura senza valutazione clinica se il proprietario riferisce svenimenti recenti, collassi, sincopi o peggioramento rapido della tolleranza allo sforzo negli ultimi giorni, suggerendo esplicitamente un controllo in clinica o dal cardiologo di riferimento prima di un nuovo appuntamento.
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